L'Opas da 13,2 miliardi di Poste su Tim, partita ieri, apre una nuova fase per i due campioni nazionali. L'obiettivo del gruppo guidato da Matteo Del Fante è arrivare al 100% della società telefonica, o quantomeno superare la soglia del 66,67%, per dare vita a una piattaforma integrata capace di unire connettività, servizi finanziari, assicurativi e logistica. "Mettendoci insieme possiamo fare di più che non da soli. Tim è leader in Italia per cloud e IA; Poste ha un bilancio e una capacità di investimento più importante: 1+1 fa 3", ha spiegato. Circostanza ribadita da Del Fante dal dg Giuseppe Lasco. "Un'opportunità che potrà tradursi in benefici concreti anche per gli azionisti Tim, che, diventando azionisti di Poste, potranno tornare a ricevere dividendi", hanno scritto ai dipendenti.
L'ad di Poste ha definito l'operazione "uno dei progetti economico-industriali più rilevanti degli ultimi anni per il nostro settore, per quello delle telecomunicazioni e per l'intero sistema economico italiano". Parole che trovano riscontro nei numeri contenuti nel documento d'offerta: il gruppo combinato arriverebbe a ricavi gestionali aggregati per circa 26,9 miliardi di euro e a un Ebit di 4,8 miliardi, con il business finanziario e assicurativo destinato a restare centrale, contribuendo per il 64% dell'Ebit complessivo. Anche le dimensioni sarebbero imponenti, con circa 140mila dipendenti sul territorio nazionale. Poste ha voluto chiarire che, "tenuto conto dei business, è ragionevole ritenere che non vi saranno impatti sul capitale umano e sui siti operativi".
Per Tim l'ingresso in una nuova galassia industriale non viene vissuto come l'inizio di un nuovo percorso. L'ad Pietro Labriola ha evidenziato che "avere Poste Italiane come principale azionista industriale significa poter contare su un partner con cui condividere una visione di sviluppo, rafforzare la nostra capacità di investimento e creare nuove opportunità di crescita". Una prospettiva resa possibile, ha aggiunto, dal fatto che "le competenze, gli asset e la presenza sul territorio delle nostre due aziende sono complementari e rappresentano una base solida per sviluppare nuovi servizi e generare valore".
Le sinergie attese rappresentano uno degli aspetti più rilevanti del progetto. Poste stima benefici per almeno 700 milioni di euro l'anno a regime, di cui circa 500 milioni derivanti da sinergie di costo, attese entro due anni dal completamento dell'offerta. A incidere saranno soprattutto un costo del funding inferiore, grazie al rating investment grade di Poste, e una più efficiente struttura finanziaria. Le sinergie di ricavo, stimate in circa 200 milioni, matureranno nell'arco di tre anni.
Anche nello scenario in cui l'Opas non superasse la soglia del 66,67%, Poste prevede comunque benefici industriali, seppur più contenuti. Ma la direzione di marcia appare tracciata. Per Labriola, infatti, "le decisioni coraggiose che abbiamo preso insieme ci consentono di affrontare questa nuova fase da una posizione completamente diversa rispetto al passato". Telecom (-2,3%) e Poste (-0,9%) ieri hanno chiuso in calo.