Caccia di nuova generazione e droni a lunga autonomia: la Corea del Sud, partner strategico degli Stati Uniti, negli ultimi mesi ha svelato due programmi chiave destinati a rafforzare le proprie capacità militari e il peso nell’industria della difesa. Il primo chiama in causa il caccia KF-21 mentre il secondo coinvolge un nuovo drone da ricognizione ispirato ai Reaper americani. Ecco che cosa sappiamo sui nuovi jolly di Seul.
Il super caccia sudcoreano
Il KF-21 è il primo caccia prodotto in serie sviluppato da Seul. Si tratta di un velivolo di “generazione 4.5”, progettato per combinare tecnologie avanzate e costi più contenuti rispetto ai jet di quinta generazione. Con questa svolta, la Corea del Sud entra nel ristretto gruppo di Paesi capaci di sviluppare e schierare caccia avanzati, anche se l’intero percorso resta condizionato da una forte dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti.
Il cuore del KF-21 è infatti il motore americano F414, prodotto da General Electric. Secondo quanto emerso, questa componente rende ogni esportazione soggetta alle rigide norme ITAR di Washington. Non a caso, il governo sudcoreano ha avviato un ambizioso piano per sviluppare un motore nazionale.
Il progetto, sostenuto da un investimento di circa 2,5 miliardi di dollari e con un orizzonte di 14 anni, punta a raggiungere l’indipendenza tecnologica e la libertà di esportazion”. Un passaggio considerato strategico non solo per il KF-21, ma per l’intero comparto aeronautico del Paese.
I nuovi droni di Seul
Allo stesso tempo, la Corea del Sud sta accelerando anche sul fronte dei sistemi senza pilota. È il caso del nuovo MUAV (Medium-Altitude Unmanned Aerial Vehicle), un drone da ricognizione modellato sull’MQ-9 Reaper statunitense. Il velivolo, lungo circa 13 metri con un’apertura alare di 26 metri, è progettato per missioni di lunga durata ad alta quota, oltre i 10 mila metri, con una velocità di crociera attorno ai 350 chilometri orari.
Le immagini diffuse mostrano un sistema dotato di radar avanzati e comunicazioni oltre la linea di vista, elementi chiave per operazioni moderne. Ma il salto tecnologico più rilevante è l’autonomia. Già, perché il drone sarebbe stato progettato per coprire tutte le fasi del volo, dal decollo all’atterraggio, senza intervento umano diretto.
Il programma, sviluppato congiuntamente da agenzie governative e grandi gruppi industriali coreani, è sostenuto da un investimento di circa 735 milioni di dollari. Dopo i test operativi previsti nel 2026, le prime consegne all’aeronautica sudcoreana dovrebbero arrivare nel 2027, mentre la produzione su larga scala è pianificata fino al 2028.