Non è un problema da poco quando sono gli ebrei stessi a partecipare alla criminalizzazione dello Stato d'Israele, accuse che includono genocidio e colonialismo. La sincera esclamazione dell'ambasciatore Yehiel Leiter a proposito di JStreet ("un cancro nella comunità ebraica") è stata commentata come un gesto di nervosismo. In realtà è una presa di posizione che individua un danno letale nel corpo stesso del popolo ebraico, un attentato alla sua unità in un momento difficilissimo. Leiter parla di JStreet, Anna Foa, Gad Lerner, Pappe, Bernie Sanders da cui Israele viene visto come un Paese razzista e guerrafondaio, fascista e colonialista. Israele avrebbe deviato dal sionismo e anche dall'ebraismo. Quello vero è il loro.
In parallelo alla denuncia Leiter ha anche presentato un pamphlet sulle menzogne che dal 7 ottobre criminalizzano di Israele: costruite con malizia, sparse con una grande macchina del fango. L'alibi ebraico in Usa e in Europa ha fornito libri, film, manifestazioni, firme a migliaia che le rafforzano perché "lo dicono gli ebrei stessi". Ripropongono che loro non odiano Israele, ma Netanyahu è guerrafondaio e fascista. Forse se il governo fosse di sinistra, lo stato sarebbe non solo più democratico ma molto più ebraico. Non conta se Israele non conosce repressione antidemocratica, né tantomeno se è il nemico a aggredire come nel caso degli Hezbollah: la guerra è effetto della perfidia di Netanyahu. I cosiddetti "valori" ebraici divengono un'indicazione per la resa, l'aggressione jihadista resta sconosciuta. Di fatto la sinistra ebraica propone una delegittimazione di Israele ebraica, dimentica che ha sempre cercato una soluzione politica offrendo parte del territorio dal 1948, promuove l'idea woke basata sul concetto di vittime e oppressori, di diritti umani violati: i valori sono tutti occupati, l'autodifesa ne è espulsa.
Israele deve ascoltare in silenzio la condanna del governo e dell'esercito mentre Anna Foa prepara Il suicidio di Israele, bestseller. JStreet suggerisce al Congresso il taglio dei fondi e delle armi, Netanyahu e Trump sono mostrificati e l'Iran diventa un interlocutore antimperialista. Tikkun Olam, la cura del mondo, diventa per JStreet o la Foa retaggio privato di un ebraismo che cerca una condivisione coi palestinesi, due stati per due popoli, sgombero dei Territori. La fame di consenso, di tv, ha disegnato schieramenti sempre più larghi di accusatori: il prezzo è abbracciare accuse sempre più pesanti. Fino al 2024 JStrett rifiutava l'accusa di genocidio, ora l'ha praticamente fatta sua. L'alma mater di questo atteggiamento è nel giornale Haaretz, sullo sfondo del New York Times. In definitiva, gli ebrei contro Israele gettano una bomba nell'orgoglio ebraico, santificano il matrimonio fra progressismo e giudaismo che nacque sulla base storica della guerra al nazifascismo per poi essere subito violata dal comunismo antisemita, già per Marx gli ebrei erano il male capitalista.
La sinistra ebraica attuale dimentica che Ben Gurion e poi Rabin avevano soprattutto a cuore la salvaguarda della nazione. Ho conosciuto Shimon Peres: il tema della sicurezza era parte di lui, un socialista che realizzò la bomba atomica, indispensabile deterrenza alla follia del nemico. L'educazione degli anni '60 e '70 ci consegna un concetto degradato dei diritti umani, che disconosce la civiltà giudaico-cristiana madre della democrazia in nome di un umanitarismo che mette alla pari le civiltà autoritarie come quella di Hamas con quella di Israele e anzi le idolatra perché più deboli. Dunque, gli ebrei che combattono dalla trincea assediata di Israele non sarebbero più veramente ebrei, i veri ebrei sono quelli di sinistra portabandiera di un giudaismo migliore. La cosa che più duole è che l'ignorante denigrazione del popolo ebraico stesso intimidisce gli ebrei stessi con opinioni sradicate da ogni realtà. Solo Sinwar, forse, poteva immaginare Israele come lo vede la Foa: per lei, ebrea, Israele è peggio del fascismo, perché quei "pazzi scatenati pensano di essere mossi da Dio come burattini" per affermare la loro supremazia. Ormai Israele è razzista. I suoi campioni sono i "coloni" di cui disegna un ritratto fantasioso. Ma certo, la vera ebrea è lei. Leiter ha alzato il velo su un pericolo.