Il sindaco: "Se ne è andato un lottatore"

Scritto il 14/04/2026
da Chiara Campo

Ieri il ricordo in aula (anche dei nomignoli). Sul banco una begonia

"Se ne è andato Carlo Monguzzi, se ne è andato un lottatore" è il primo commento del sindaco Beppe Sala alla notizia della scomparsa del consigliere di Europa Verde e storico ambientalista. "Spesso non la vedevamo allo stesso modo - scrive -, ma lo rispettavo per il suo impegno politico e il nostro affetto reciproco non è mai venuto a mancare. Avevo celebrato il suo matrimonio. Ed era l'unico che in aula si rivolgeva a me non con sindaco ma con Beppe. Chi non frequenta la politica non può capire come possano coesistere duri scontri pubblici e solidi rapporti privati". Ricorda che "anche l'ultima volta che è venuto nel mio ufficio, nei mesi scorsi, avevamo discusso animatamente e ci eravamo lasciati con un abbraccio. Un abbraccio che ricordo molto bene. Durante la sua malattia, progredita in modo assurdamente rapido, mi informava delle cure. Poi non è più riuscito a farlo e ho capito. Riposa in pace, caro Carlo". Tutto il mondo della politico, i comitati, le associazioni ricordano Monguzzi come "uomo perbene". Per anni, dice il segretario Pd Milano Alessandro Capelli, "è stato protagonista, portando avanti con coerenza e determinazione tante battaglie politiche". Il capogruppo Pd in Regione ed ex assessore in Comune Pierfrancesco Majorino lo ricorda come " uomo perbene e un grande compagno. C'era sempre, non smetteva mai di lottare. Ironico, tosto. Non faceva passi indietro e ne faceva molti avanti. Incredibile non poterlo incontrare più in piazza, ad un'assemblea o al più piccolo dei presidi". Il e dem Alessandro Giungi, definito più volte un "ribelle" nella maggioranza come Monguzzi - ed entrambi hanno bocciato la vendita di San Siro in aula - lo ricorda "sempre dalla stessa parte, tante volte controvento ma alla fine era ancora più bello "avere i capelli spettinati" come mi disse una volta". Ieri in aula l'ha salutato col pugno chiuso. Con Carlo "viene a mancare un pezzo importante della storia dei Verdi, dell'ecologismo e della politica milanese" scrivono insieme i coportavoce del gruppo in Comune Francesca Cucchiara e Tommaso Gorini e l'assessore al Verde Elena Grandi (con cui i rapporti erano tesi). Il Pd piange "la morte di Carlo, con cui abbiamo condiviso una lunga strada politica durante la quale abbiamo apprezzato la sua passione e l'onestà intellettuale, anche quando ci sono state diversità di vedute". Il consigliere FdI Riccardo Rocca, che assisteva alle dinamiche dai banchi opposti, scrive tranchant: "Vedremo le lacrime di coccodrillo di chi l'ha escluso. Gli stessi compagni di partito e coalizione".

Tanti gli attestati di stima arrivati dal centrodestra. I capigruppo Riccardo Truppo (FdI), Luca Bernardo (Fi), Alessandro Verri (Lega) e Mariangela Padalino (Noi Moderati) sottolineano che "pur provenendo da posizioni politiche distanti dalle nostre, abbiamo sempre riconosciuto in lui un uomo che ha dedicato la vita all'impegno pubblico, con coerenza, passione e rigore intellettuale, schietto e sempre animato da onestà intellettuale". Per Mariastella Gelmini (NM) è stato "un amico prima con un avversario", per il governatore Attilio Fontana "un avversario coerente e appassionato", per Gianluca Comazzi (Fi) "un gentiluomo battagliero". Il consiglio si è aperto con un minuto di silenzio, presente Sala, e il ricordo della presidente Buscemi e dei colleghi, tra i più commossi Fedrighini, Fumagalli (La Civica), la Pd Uguccioni,. Anche ricordando i nomignoli che aveva dato a ciascuno (da "compagna Tosova" a "Barberibus") , la guida spericolata. Sul suo banco è stata posta una begonia e un biglietto con la scritta "ciao Carlo". Chiesta l'intitolazione di una sala e l'Ambrogino alla Memoria.