L'Europa si muova e agevoli l'accordo

Scritto il 05/06/2026
da Fausto Biloslavo

È una partita a scacchi con possibilità di bluff. Il vertice deve avvenire in una zona neutrale

Il nuovo Zar, Vladimir Putin e il presidente guerriero, Volodymyr Zelensky devono incontrarsi faccia faccia se vogliono farla finita con un conflitto lungo e sanguinoso. Sul come, dove e quando è ancora tutto incerto, ma da ieri sono iniziate delle mosse da scacchi o da poker, che non si erano viste prima.

Putin, nonostante la colonna di fumo nero che si alzava per ore da San Pietroburgo, la sua città, a causa dei droni ucraini, proprio a margine del Forum economico internazionale ha aperto "ad una soluzione pacifica del conflitto". Forse un bluff, ma Zelensky aveva pronta la contro mossa e scoprendo le carte ha indirizzato una lettera aperta allo Zar chiedendo in fissare un incontro per trovare una via d'uscita. Il Cremlino ha riposto che può venire in qualsiasi momento a Mosca, ma sa bene che un vertice fra i due nemici deve avvenire in zona neutrale. Non mancano i posti ad hoc da Ginevra, al Vaticano fino alla Turchia. I paesi arabi, per ora, sono troppo sotto tiro degli iraniani. Bluff o contro bluff bisogna andare a vedere le carte, ma i due presidenti, se vogliono veramente far tacere le armi devono avere chiare in testa le linee di inevitabile compromesso.

I russi non possono sperare nella vittoria con la V maiuscola, ma accettare una soluzione per il Donbass non ancora occupato (il 15% dell'intera regione) sotto la formula di demilitarizzazione o controllo internazionale. Gli ucraini non possono inseguire la chimera impossibile della pace giusta, ma partire dalla realtà della linea del fronte sul terreno, come lo stesso Zelensky ha già scritto nella lettera aperta. L'obiettivo possibile è una tregua consolidata come sul 38esimo parallelo in Corea. Tutto il resto è risolvibile o addirittura già risolto, attraverso i negoziati sotto traccia che non si sono mai interrotti. Compreso il non ingresso di Kiev nella Nato, ma il via libera all'adesione all'Unione europea.

L'ultimo miglio, però, è sempre il più arduo da percorrere e tutto può saltare da un momento all'altro o neanche iniziare. Per questo non solo Trump, ma soprattutto l'Europa deve farsi carico di accompagnare i due nemici verso il traguardo. Putin continua a calare l'asso dell'ex cancellerie tedesco Schroeder, sul libro paga del Cremlino, proponendolo come mediatore. La Ue, una volta tanto, piuttosto che portare avanti fumose proposte di qualche Stato dovrebbe rilanciare con un altro mediatore che potrebbe essere Merkel, Draghi o Macron. Un nome si trova se c'è la volontà di uscire dal tunnel. E si fa digerire al Cremlino, se non è tutto un bluff. Al giorno di invasione 1563, con una montagna di morti e feriti da ambo le parti, è ora di dire basta.