È ancora un rebus. Un dato certo esiste: Futuro nazionale avrà un peso elettorale. Mentre le truppe di Roberto Vannacci (foto) aumentano (prima dell’assemblea costituente - raccontano - verrà annunciata l’adesione dei deputati Pierro e Bergamini, da Fi e di Furgiuele e Boff, dalla Lega), gli analisti provano a disegnare gli scenari del futuro. Per Antonio Noto di Noto Sondaggi, però, manca un dato essenziale: «La legge elettorale sarà decisiva». In effetti, le regole del gioco influiranno sulla composizione delle coalizioni, come sempre. «È difficile stimare partiti che non esistono », premette Noto, «spesso sono sovradimensionati». Futuro nazionale, infatti, nascerà in via ufficiale i prossimi 13 e 14 giugno. «Se Vannacci dovesse rimanere fuori dalla coalizione - spiega il sondaggista - , parte dell’elettorato potrebbe essere attratto da Futuro nazionale ma preferire comunque di votare per i partiti del centrodestra ufficiale». Ma può essere vero anche il contrario: «Se Vannacci dovesse far parte della coalizione, allora una componente degli elettori potrebbe optare per Futuro nazionale, abbandonando la preferenza per i partiti del centrodestra ufficiale». Un rompicapo niente male per chi deve tenere conto degli equilibri di una coalizione. L’elemento più interessante, però, è un altro: «Il generale pesca poco dal centrodestra ufficiale. Oggi è sondato al 4%. Di questo 4%, soltanto l’1.5% è composto da elettori che hanno votato centrodestra alle elezioni politiche del 2022». E gli altri? «I tre punti rimanenti derivano da target diversi», argomenta Antonio Noto. «Un pezzo di quei voti viene dalla destra estrema, da chi non ha mai votato partiti del centrodestra ufficiale. L’altra parte, invece, viene dal grillismo. Ma non da quello contiano, bensì da quello delle origini, quello dell’epoca di Beppe Grillo». Ecco che Vannacci, qualora il centrodestra lo accogliesse in coalizione, potrebbe persino diventare un fattore utile per attirare elettori che in passato hanno votato o favorito il centrosinistra.
Non ci saranno i tre passaggi ventilati da Fratelli d’Italia a Futuro nazionale. È chiaro però che il generale possa attendere il momento della composizione delle liste delle Politiche per una campagna acquisti più incisiva. Ieri il generale ha detto la sua a tutto campo. Dalla contrarietà alla legge elettorale in discussione, passando per l’archiviazione delle accuse a Silvio Berlusconi e a Marcello Dell’Utri per le stragi di mafia: «Mi fa sempre piacere quando qualcuno viene assolto». Sull’«affaire» Pozzolo, invece, il deputato ex Fdi che si è schiantato con il Suv nel biellese (superando il limite alcolico), Vannacci è categorico: «Sarà sanzionato dal Codice della strada, la legge è uguale per tutti. Ma resterà nel partito». L’etica è quella dei «campi di battaglia», dove nessuno viene «lasciato indietro». È il linguaggio meta-politico del generale, che annuncia anche la candidatura di un suo esponente a sindaco di Roma. Poi la critica quotidiana al centrodestra che sta «svendendo il Paese alla sinistra». Oggi l’obiettivo per Futuro nazionale è la ricerca del consenso. Domani, con la legge elettorale, i giochi saranno molto più chiari.