Una scoperta che potrebbe riscrivere la storia della nascita di Turandot, l'ultima opera di Giacomo Puccini. Il giornalista e scrittore Maurizio Sessa ha rinvenuto sedici battute autografe del compositore, datate 13 maggio 1919, che riportano una melodia orientaleggiante. Il frammento presenterebbe sorprendenti analogie con Là sui monti dell'Est, il celebre coro di voci bianche del primo atto di Turandot con cui si annuncia l'ingresso della principessa dal cuore di ghiaccio destinata infine a sciogliersi davanti a Calaf e al suo celebre "all'alba vincerò, vincerò, vinceeeeeerò".
La scoperta è ricostruita da Sessa nel volume L'orologio cinese di Turandot. Lo spartito inedito di Puccini tra Firenze e Capalbio, in uscita per Medicea proprio in questi giorni, a un secolo esatto dal debutto dell'opera, andata in scena alla Scala di Milano il 25 aprile 1926 sotto la direzione di Toscanini e rimasta incompiuta per la morte del compositore due anni prima. Così si anticiperebbe di almeno un anno la gestazione dell'opera. Ad oggi, si riteneva infatti che il progetto di Turandot fosse nato nel marzo 1920, quando Renato Simoni lo propose a Puccini durante un incontro milanese con Giuseppe Adami, che poi firmarono il libretto a quattro mani. Di lì a pochi mesi, Puccini fece ascoltare ai suoi librettisti il carillon del barone, ed amico, Edoardo Fassini-Camossi, che riproduceva temi cinesi poi utilizzati nell'opera.
Le sedici battute al centro del libro di Sessa vennero scritte nel maggio 1919 durante il soggiorno fiorentino di Puccini. Invitato alla Società Leonardo da Vinci, Puccini donò il foglio pentagrammato all'ammiraglio in pensione Ulisse Olinto Cecconi. C'è una melodia su scala pentatonica, in mi bemolle maggiore, simile al coro di cui s'è detto, e a piè di pagina "Lo scritto è del 18... a Capalbio" e "Io a Firenze il 13 maggio 1919 alla Leonardo". Da qui parte la ricostruzione di Sessa, che si misura con un terreno di ricerca complesso della musicologia pucciniana, segnato fino a tempi recenti dal magistero di Michele Girardi, lo studioso scomparso nel marzo 2025.