«Oltre Mancini e Pirlo ci sono altri nomi per il ruolo di ct ma non li dico». Giovanni Malagò, intervenuto ieri mattina a Sky sport 24 e rispondendo alle domande del direttore Federico Ferri ha ufficialmente aperto la caccia al terzo candidato e spostato di qualche giorno l'annuncio. Con Antonio Conte che ha dichiarato di «non essere mai stato contattato», la terza via imboccata dalla Figc è stata quella di Pep Guardiola interpellato da Paolo Maldini per conoscere l'eventuale disponibilità (negata - secondo le prime indiscrezioni - per decisioni prese già da qualche tempo e legate alla sfera personale) oltre che l'eventuale peso finanziario dello stipendio reclamato, sicuramente incompatibile con il bilancio della federcalcio italiana. Scortato dal fido Leonardo, il dt azzurro si è recato in Spagna per incontrare personalmente il tecnico catalano appena uscito dalla panchina del Manchester City e sondarne gli umori. È stato questo il passaggio chiesto espressamente dallo stesso Malagò prima di procedere alla selezione finale della famosa short list. Guardiola è stato l'estremo tentativo di superare il braccio di ferro nato intorno ai due nomi che hanno occupato il panorama fino a venerdì scorso.
Da una parte Pirlo - nei confronti del quale si è pronunciato il partito degli scettici - dall'altra Mancini inviso alla Lega serie A per motivi diversi e riconducibili alle dimissioni improvvise comunicate il 13 agosto 2023 prima di partire per l'Arabia. Sul punto Malagò è stato ancora una volta un abile affabulatore provando, con una sola frase, a smentire il dissenso nei confronti della proposta di Maldini e Leonardo (Pirlo, ndr) valorizzando invece la sua strategia che ha provato a spiegare così: «Non c'è nessun tipo di scontro ma la parola condivisione parte dell'idea che tutti debbano essere d'accordo». Per tradurre: anche Malagò non è molto convinto di puntare su Pirlo e allora, invece di dire no, ha chiesto a Maldini e Leonardo di provare con un terzo uomo per poter dire un giorno «siamo andati anche dal numero uno sul mercato». Nella testa del nuovo ticket azzurro il piano è già scolpito: la riforma deve partire dalla base delle under giovanili e non dal vertice della piramide. E a parziale dimostrazione c'è stato il primo atto ufficiale di Maldini e Leonardo: i due si sono presentati a Firenze per far visita al centro tecnico di Coverciano e parlare con Viscidi fin qui coordinatore delle nazionali giovanili reduci da risultati confortanti. Il punto di rottura è poi il tappo rappresentato dal mancato arrivo dei talenti in serie A. Anche per colpa, come dimostrano i recentissimi casi di Leoni e di Palestra, delle cifre reclamate dal mercato di casa nostra. Alla fine, seguendo sempre l'agenda fissata da Malagò, ci vorrà ancora qualche giorno per sciogliere il nodo del ct. E l'occasione propizia è rappresentata dall'assemblea di Lega serie A prevista per giovedì prossimo con la presenza appunto del neo-presidente della Figc accompagnato proprio da Paolo Maldini.

