Patologia silente e subdola l’osteoporosi è una malattia che intacca il benessere delle ossa, rendendole più delicate e fragili. La massa minerale ossea si riduce lentamente e aumenta la possibilità di sviluppare fratture, anche in concomitanza di micro traumi o per il sollevamento non corretto di un peso. L’incidenza maggiore riguarda le donne, in particolare con l’arrivo della menopausa, ma anche la categoria senior e gli anziani.
Per intercettare la presenza della malattia, e per affrontarla nel modo giusto, è importante captare i segnali anche se minimi. Partendo da una serie di controlli di routine, non solo attraverso la MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata ) un esame radiologico non invasivo che fotografa lo stato di salute delle ossa. Ma anche con l’aiuto di una serie di esami ematici, di primo e secondo livello, necessari per individuare le cause e per avviare il percorso terapeutico più adatto.
Ossa e osteoporosi, di cosa si tratta
Strutture solide con forma, densità e dimensioni differenti, le 212 ossa presenti compongono il sistema scheletrico umano. Sostengono, proteggono e supportano il corpo, sono veri e propri organi dinamici e la particolare struttura che le compone è costituita da:
- componente organica e nota come matrice ossea, dove sono presenti fibre proteiche utili per offrire coesione, elasticità e resistenza;
- componente cellulare ovvero gli osteoblasti utili per la formazione delle ossa, gli osteoclasti che distruggono e riassorbono le ossa vecchie, e gli osteociti che regola i due processi;
- componente minerale, costituita da cristalli di sali di calcio, magnesio e fosforo utili per garantire solidità, compattezza e rigidità.
Con l’avanzare degli anni, con l’invecchiamento e con l’arrivo della menopausa e il calo degli ormoni, viene meno il processo di equilibrio tra la nascita dell’osso e il riassorbimento di quello vecchio. La struttura interna dell’osso si assottiglia gradualmente e si riduce la componente minerale, un mix importante che lo rende meno solido, più poroso e più fragile.
La malattia è nota come osteoporosi e che si divide in:
- primaria, conseguenza diretta dell’invecchiamento e del calo degli ormoni femminili;
- secondaria, data dalle carenze di calcio, Vitamina D, dall’assunzione di alcuni farmaci, dalla presenza di alcune malattie quali diabete, patologie endocrine, reumatologiche, renali ed ematologiche, gastrointestinali e nutrizionali. Come accennato è una malattia silente, i sintomi non si palesano in modo evidente, ma attraverso fratture improvvise con dolore e difficoltà di movimento.
Esami del sangue fondamentali
Per intercettare la problematica è indispensabile far prescrivere la medico un esame del sangue completo, suddiviso in esami di primo livello e di secondo livello. Gli esami di primo livello servono per indagare il metabolismo minerale e l’equilibrio delle ossa e comprendono:
- emocromo completo e VES così da intercettare la presenza di stati infiammatori ed escludere le malattie sistemiche;
- calcemia e fosforemia, per determinare i livelli di calcio e fosforo presenti;
- fosfatasi alcalina (ALP), un enzima presente nelle ossa e nel fegato, livelli elevati segnalano un problema di rimodellamento osseo;
- creatinina, per valutare la corretta funzionalità dei reni e la presenza di eventuali perdite di calcio e fosforo;
- Vitamina D (25-OH), un’eventuale carenza potrebbe favorire il rischio di fratture.
Gli esami di secondo livello vengono prescritti per approfondire la diagnosi, in presenza di patologie associate. Tra questi:
- paratormone (PTH), per valutare i livelli di calcio nel sangue e nel tessuto osseo;
- TSH, controlla la funzionalità della tiroide, l’ipertiroidismo agevola una perdita di massa ossea;
- marcatori di turnover osseo, per monitorare la velocità con cui l'osso viene riassorbito o formato.
I controlli possono comprendere anche l’esame delle urine nelle 24 ore, per valutare quanto calcio e fosforo vengono eliminati, fino a controlli più approfonditi per intercettare patologie concomitanti.

