Il momento "Sacro" di Serena Brancale, tra flamenco e radici pugliesi

Scritto il 14/04/2026
da Ferruccio Gattuso

Nel nuovo album c'è un incrocio di stili musicali come nel singolo "Al mio paese" con Delia e Levante

È un momento "Sacro" per Serena Brancale, e il suo nuovo album, uscito il 10 aprile, non poteva che intitolarsi così. Il piazzamento al Festival di Sanremo è matematica, poi c'è la vita vera e quella canzone, Qui con me, che racconta di una voce con una storia e di un'artista con un'anima poliedrica, vincitrice del Premio della Critica.

Nel disco, la capacità di fare immersioni in generi diversi si vede tutta: dal folk alle radici baresi, dal Sud Italia evocato al Sud del Mondo citato, al flamenco, fino alla musica nera di un r'n'b pettinato ma di qualità. Il nuovo singolo Al mio paese, incontro musicale tra lei, Delia e Levante, è già un manifesto: "Un disco al femminile, per me naturale: sono cresciuta in una famiglia matriarcale dove la musica e le storie erano imposte da mia madre", spiega la cantante pugliese.

Il Sud in questa canzone esplode: "Ci sono le donne sedute in strada, i parenti che dicono ai giovani fuori sede: se non passi da me quando scendi mi offendo". E su cosa sia sacro, ecco qui: "Sacro perché racconto della mia famiglia, perché è un lavoro partito quattro anni fa, sacro perché c'è il tentativo di unione di vari generi. E sicuramente sacro perché mi sento ancora una bambina che si cimenta. Non c'è un senso religioso nella parola: cercavo semplicemente un suono piccolo, bello e completo".

Sedici brani pieni di tante cose (tra cui le collaborazioni: da Alessandra Amoroso in Serenata a Gregory Porter e Sayf in Solo un'ora, da Richard Bona in Gitana alla leggenda cubana Omara Portuondo in Aquello) cui seguirà, in un futuro che l'interprete barese vede già segnato, "un album tutto soul e r'n'b". Con il nuovo album il tour è storia già scritta in agenda in bella grafia, talmente bella che si parte da Londra, il 30 aprile e si finisce a Bari, il 3 ottobre, "là dove tutti mi conoscono e sanno già cosa penso prima che possa dirlo".

Il momento è sacro, per l'appunto: "La prima settimana dopo il Festival è stata una gioia terapeutica: ho sconfitto la paura di interpretare un brano come Qui con me, con una figlia che parla alla madre, ho ricevuto tanto affetto. Sono orgogliosa di essere andata al Festival mostrando la mia fragilità".